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Programmare e realizzare attività ed iniziative sui temi dell’educazione e della sicurezza stradale nelle scuole di ogni ordine e grado, tenendo conto dell’autonomia dei singoli istituti, comporta la considerazione di vari fattori.

 

Le Reti di Scuole e l’educazione stradale

Tra i fattori da considerare il primo è la presenza consolidata delle tematiche della sicurezza stradale, da molti anni, nell’attività progettuale di molte scuole italiane. Il secondo si riferisce chiaramente allo strumento “Rete”. Il terzo è quello della collaborazione con Enti che non fanno parte del sistema scolastico, ma che ne costituiscono un interlocutore fondamentale, sia perché contribuiscono alla realizzazione dei programmi (vd.: Associazioni ed Enti specifici), sia perché possono intervenire come finanziatori o soggetti coinvolti nelle iniziative al fine di pilotare e incrementare le ricadute educative sul territorio estendendole anche ad altri fruitori.

Il primo aspetto assume un significato duplice. Può costituire infatti un vantaggio o un ostacolo di non facile superamento per chi intenda far funzionare al meglio la Rete come centro propulsore delle azioni educative. L’attività svolta sul campo da parte di molti Docenti e Dirigenti mette a disposizione, di fatto, risorse umane su cui è possibile contare, che dimostrano nella maggior parte dei casi sensibilità, capacità organizzative e motivazionali nei confronti degli studenti dei vari ordini di scuole. A volte si tratta di dirigenti che si fanno carico della gestione di progetti in maniera responsabile e creativa, in quanto si occupano di inserire la progettazione nel POF e di valorizzare l’esistente. Altre volte sono insegnanti che hanno svolto il ruolo di referenti o si dimostrano particolarmente capaci nell’organizzazione e nella progettazione. A tali figure ci si riferisce abitualmente quando gli uffici periferici attivano programmi sia di portata nazionale che territoriale.

Ma tali soggetti, per quanto esperti, non sempre sono abituati a lavorare in Rete coordinando la propria attività con quella di altre scuole. L’esperienza ci suggerisce l’opportunità di prevedere periodicamente momenti di formazione destinati ai docenti, anche ai più esperti. Lavorare in rete presuppone forti capacità comunicative, attitudine al lavoro in team, propensione alla condivisione e alla flessibilità dei ruoli e degli obiettivi.

Si può dunque affermare che, a fronte di una progettazione che intende essere non autoreferenziale, ma volta a costituire un modello dinamico di respiro nazionale, molto sia ancora da fare e che sia da considerare preziosa in tal senso la già citata revisione dei ruoli del MIUR e degli organismi Regionali o Provinciali ad esso connessi.

 

La formazione delle reti di scuole - Ruolo delle scuole capofila

Se ripercorriamo quelli che abbiamo indicato come requisiti necessari a cui devono ispirarsi gli uffici periferici al fine di rendere efficiente ed efficace l’azione promozionale e di coordinamento delle azioni di diffusione della sicurezza stradale e dei comportamenti responsabili, sulla base delle linee guida proposte dal MIUR, rileviamo che rispetto al coinvolgimento delle reti di scuole è necessario soffermarsi su alcuni punti. In particolare, l’aspetto organizzativo costituisce la premessa fondamentale per la realizzazione di buone pratiche, poiché ne rappresenta la base progettuale, gestionale e materiale.

Le reti di scuole devono innanzitutto essere costituite presupponendone la capacità di operare e comunicare con modalità concretamente produttive a livello territoriale, così da realizzare progetti di valore, esportabili in altre regioni. Costituire una rete significa, inoltre, operare scelte basate su adeguate capacità previsionali, tenendo conto, altresì, delle strategie più generali, tese a diffondere e ad incrementare le competenze pedagogiche e formative nelle diverse realtà scolastiche. Nel momento in cui si intende costituire una Rete di Scuole, non devono peraltro essere individuati solo gli istituti che offrono un’esperienza consolidata o che hanno dato prova di saper lavorare in rete con un’attenzione positiva ai risultati. Tale cultura, che necessariamente va promossa oltre l’ambito specifico della sicurezza stradale, va estesa a tutte le scuole italiane: essa deve diventare un patrimonio da arricchire giorno per giorno, fornendo occasioni di collaborazione anche alle scuole che non hanno esperienza in tal senso. La cultura della rete è infatti un obiettivo primario da non sottovalutare in un’ottica più generale di formazione del personale educativo.

E’ utile qui soffermarsi sul ruolo di quella che viene definita “scuola capofila”. La scuola capofila ha compiti di coordinamento, gestione amministrativa e rendicontazione delle azioni previste rispetto alle finalità stesse per cui la rete è stata costituita. L’esperienza di rete sulla sicurezza stradale sottopone la scuola capofila ad uno sforzo notevole in termini di gestione della complessità. La sicurezza stradale è un ambito in cui le iniziative sono complesse per diverse ragioni - ad esempio, i numerosi soggetti coinvolti e coordinati all’interno delle azioni (Forze dell’Ordine, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Associazioni, ecc), gli aspetti assicurativi, il reperimento di spazi adeguati anche extrascolastici, la necessità di documentare l’attività con filmati ed altri strumenti. A ciò si aggiunge una gestione amministrativa e didattica che per via della partecipazione di molti soggetti può essere difficile e gravosa. Per questo le scuole capofila acquisiscono solitamente forti competenze sul piano organizzativo, gestionale e logistico in seguito all’adesione a progetti sulla sicurezza stradale. E' questo un patrimonio da valorizzare e da estendere ad altre situazioni progettuali.

E’ soprattutto un valore di esperienza da richiamare in tutte le fasi dei progetti realizzati, non esclusa quella della scelta delle scuole partecipanti alla rete. Il Dirigente Scolastico, che di solito ha l’incarico di coordinare i lavori e di rendicontarli una volta terminato il progetto, al momento dello start-up del lavoro in Rete ha necessità di poter contare su partner affidabili. Alla scuola polo va assegnato, inoltre, il compito di definire il budget relativo a ogni singolo progetto in termini chiari, fornendo tutta la documentazione necessaria agli istituti che compongono la rete. Parallelamente, devono essere approntati con altrettanta chiarezza gli impegni di spesa in capo ad ogni singola scuola e le modalità di partecipazione alle azioni previste.

Il budget relativo ad ogni istituto facente parte della rete va inteso in termini vincolanti, proprio perché correlato alla realizzazione delle azioni che nel loro insieme, con il contributo differenziato ma rigorosamente previsto per ogni scuola, costituiscono di fatto la garanzia di realizzazione degli obiettivi contenuti nei progetti. Il budget può essere variato nelle sue varie voci, tenuto conto della flessibilità propria di ogni progettualità, ma su tutti i cambiamenti sostanziali del budget originario e condiviso deve essere inviata comunicazione preventiva alla scuola polo incaricata della gestione amministrativa e responsabile dell’implementazione dei progetti. Tale obbligo vale anche per la scuola polo nei confronti degli altri componenti della rete. I riferimenti al budget e alla sua modalità di utilizzo da parte delle singole scuole facenti parte della rete devono essere contenuti nell’apposito accordo di rete sottoscritto da tutti i componenti.

 

Rivalutare la rete. La rete virtuosa

La prassi consolidata della progettazione in rete induce a rivisitare questa modalità di collaborazione tra soggetti uguali e diversi (Scuole, Enti pubblici, ma anche Associazioni e privati, con i quali può essere sottoscritta apposita convenzione), nata e cresciuta con l’avvio dell’autonomia scolastica. L'art. 21 della legge n.59 del 15 marzo 1997 sancisce l'autonomia didattica, organizzativa e gestionale di ogni istituzione scolastica.

Questa legge ha percorso il cammino di un "federalismo possibile" senza comportare modifiche costituzionali, decentrando parte delle attività amministrative dell’ex Ministero della Pubblica Istruzione. L’articolo 7 del successivo regolamento (Decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275) pone le basi per il collegamento in rete delle singole scuole autonome. L’articolo è un esempio di chiarezza legislativa, di flessibilità, di salvaguardia dei ruoli istituzionali e dell’autonomia stessa.

Tutta la normativa relativa all’autonomia rappresenta, d’altronde, un chiaro esempio di come possano essere dati indirizzi senza vincoli, se non quello della salvaguardia dell’interesse comune, e di come il decentramento amministrativo - assieme alla collaborazione tra pubblico e privato, su cui si focalizza l’articolo 7 - possa costituire un’occasione di crescita progettuale all’interno delle istituzioni scolastiche. Il Regolamento costituisce, a livello normativo, un quadro di riferimento di indubbia efficacia sull’autonomia e sulla necessità della collaborazione in rete, mettendo in luce linee di indirizzo, metodologie, modalità di monitoraggio dei risultati, coordinamento, condivisione, ecc.

In rete si lavora da ormai più di un decennio anche prima della legge. Ma l’esperienza del lavoro in rete, nell’ambito della progettazione per la promozione della sicurezza stradale, che indubbiamente costituisce un segmento importante di tale tipologia nel quadro dell’intero sistema scolastico, obbliga ad alcune riflessioni pur nel bilancio sostanzialmente positivo dell’esperienza. Si impone, ai fini di una progettualità al passo con i tempi, una spinta in avanti verso l’utilizzo oculato delle nuove tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni che, insieme agli strumenti audiovisivi, appaiono funzionali al raggiungimento dei risultati educativi e formativi previsti, attraverso un lavoro di attenta sensibilizzazione di tutti i soggetti partecipanti al lavoro in rete.

Il bilancio positivo dell’esperienza nel settore non deve indurre alla stasi e alla contemplazione passiva degli allori guadagnati sul campo. L’obiettivo della diffusione dei comportamenti responsabili in materia di sicurezza stradale, giustamente inserito in un più ampio contesto di finalità inquadrabili all’interno del concetto di “Cittadinanza e Costituzione”, è troppo importante e pressante per considerare stabilmente acquisite le modalità per il suo raggiungimento. Molto è ancora da fare; e tanto ambiziosi ed eticamente rilevanti sono gli obiettivi educativi ad essa correlati, che devono essere mobilitate le migliori risorse per poterli raggiungere.

I mezzi primari per tale scopo sono proprio quelli che attengono al funzionamento della macchina-rete, nel contesto della quale tutti gli attori sono chiamati a svolgere produttivamente il loro compito. Puntare quindi sullo spirito della legge dell’Autonomia, recuperando il dibattito tecnico sul funzionamento delle reti e porre le basi per una reale collaborazione in termini di contenuti, gestione, organizzazione e comunicazione tra i soggetti ci appare ancora un obiettivo primario su cui investire in termini di attenzione, promozione, aggiornamento dei docenti La creatività e la capacità organizzativa e gestionale sono alla base delle esperienze di eccellenza maturate.

D’altro canto, negli ultimi venti anni le tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni, e il linguaggi audiovisivi e multimediali che le sorreggono impongono un’attenta riflessione su quest’ambito. Comunicare i messaggi sulla sicurezza stradale comporta quindi una ricerca attenta sulle modalità di comunicazione, che devono tener conto oggi anche delle caratteristiche dei social network, delle fiction o dei programmi radiofonici, che fanno parte integrante del contesto sociale e dell’immaginario giovanile. Per questo diventa sempre più produttivo immaginare anche approcci come i messaggi one to one, pensati dai giovani per i giovani.

Oggi più che mai, è necessario che le buone pratiche diventino pratiche per una buona e creativa progettualità. Un’azione che chiama in causa MIUR, USR, UST/ATP e reti di scuole, finalizzata all’educazione dei giovani alla sicurezza e ai comportamenti responsabili sulle strade.


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