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L’investimento di risorse e l’unità d’intenti del MIUR, degli USR e degli UST/ATP presuppone, nello spirito di una forte collaborazione istituzionale, la convinzione che per realizzare un cambiamento nelle modalità di approccio all’esperienza formativa della sicurezza stradale sia necessario intraprendere azioni educative il più possibile comuni, indirizzandole verso tutti gli utenti della strada.

Tali interventi, da promuovere in un’ottica che abbia valore per tutte le regioni d’Italia, impongono un’attenzione particolare da parte di tutti i soggetti coinvolti nella fase promozionale e organizzativa. A questa visione, perché si possano porre le premesse per una concreta realizzazione di obiettivi in termini di efficacia educativa anche in merito alla diffusione del processo di sensibilizzazione/consapevolezza nelle giovani generazioni, va unito un costante lavoro di collaborazione, comunicazione e sinergia necessariamente pluridirezionale.

In altri termini, le azioni delle reti di scuole che partecipano alle iniziative di educazione stradale devono recepire chiaramente le indicazioni che dal centro passano agli uffici periferici, i quali hanno il compito, in collaborazione con le scuole dei singoli territori, di indirizzare e coordinare la progettazione e di elaborare degli strumenti di monitoraggio dei risultati attesi affinché, con il coinvolgimento degli organi di vertice, possa essere garantita l’efficacia dell’azione educativa.

Questo modo di procedere deve poter contare su risorse adeguate, metodi di gestione di comprovata efficacia e, soprattutto, su modalità di comunicazione che consentano alle pratiche di essere buone non solo nei contenuti ma anche nei risultati. Va infine promossa la diffusione di “modelli formativi” (intesi come modelli flessibili e adattabili alle varie realtà) a tutte le regioni e, quindi, all’intero Paese.


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