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La storia moderna dell’educazione alla sicurezza stradale ha le sue origini dall’articolo 230 del Codice della Strada, Decreto legislativo 285/1992.

I programmi di Educazione Stradale promulgati nel 1994 hanno rappresentato un importante momento di impegno specifico della scuola nell’ambito dell’educazione stradale. Tali programmi hanno, però, avuto vita breve, infatti, a seguito del DPR 275 del 1999, sono stati sottoposti a revisione, sospesa per recepire le innovazioni derivanti dalla Legge delega n. 85 del 22 marzo 2001.

Tale legge, come è noto, ha portato all’introduzione del Certificato di Idoneità alla Guida del ciclomotore, articolo 116 del Codice della Strada ed il percorso innovativo di revisione ha avuto il suo completamento nella vita scolastica quando, nel 2003, sono state emanate le Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio personalizzati che hanno previsto l’inserimento dell’educazione stradale nell’ambito dell’educazione alla convivenza civile e, nello stesso anno, sono state emanate le Linee Guida per i conseguimento del Certificato di Idoneità alla Guida del ciclomotore all’interno delle Istituzioni scolastiche, con il relativo programma d’esame.

È importante sottolineare, in questo breve percorso storico, il passaggio, confermato anche dalla modifica dell’articolo 117 della Costituzione, del riconoscimento dell’autonomia delle Istituzioni scolastiche (L. 3/2001) per capire come, con l’inizio del nuovo millennio, la “scuola” non sia più esecutrice di programmi e direttive centrali, ma soggetto autonomo che collabora e interagisce con le strutture centrali, rappresentando la Pubblica Amministrazione nel rapporto di “vicinanza al cittadino”. In particolare, la Costituzione afferma che lo Stato ha legislazione esclusiva, tra altro, nella determinazione dei “livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale” e per le “norme generali sull’istruzione”.

A partire da queste importanti indicazioni costituzionali, il Legislatore scolastico, nel definire i livelli di prestazione, propone alle scuole delle “Indicazioni Nazionali” o più recentemente, nel 2010, delle “Linee Guida” con i relativi Orientamenti per il conseguimento degli obiettivi di apprendimento (DPR 87/2010, DPR 88/2010, DPR 89/2010 e DM correlati). Per gli opportuni approfondimenti si rimanda alla Normativa di Riferimento. Nel nuovo contesto ordinamentale l’insegnamento dell’educazione stradale si inserisce nell’ambito disciplinare di “Cittadinanza e Costituzione” rientrando anche nell’ambito delle scienze motorie. Insegnare le regole del vivere e del convivere è per la scuola un compito ineludibile.

Ciò non vuol dire definire rigide norme di comportamento che accompagnino gli studenti nella molteplicità delle loro esperienze, ma offrire loro gli strumenti per confrontarsi con i valori propri della società in cui vivono, nonché consentire loro di fare scelte autonome. La scuola ha, oltre al compito di “insegnare ad apprendere”, quello di “insegnare a vivere”, di valorizzare e sviluppare l’identità individuale e di educare alla relazione con gli altri, non solo allo scopo di convivere nella società, ma di “crearla” continuamente insieme.

Se dal punto di vista della salute del cittadino la conservazione della vita e dell’autonomia hanno un valore anche in termini di costi sociali, dal punto di vista della formazione integrale della persona, l’acquisizione di un’autonoma capacità di giudizio nonché lo sviluppo del senso critico per far crescere cittadini (capaci anche di gestire la mobilità in modo rispettoso di sé, degli altri e dell’ambiente in cui vivono) è decisamente compito istituzionale della scuola.

Compito che ci ricorda le otto competenze di Cittadinanza individuate dall’Unione Europea:

 

  • Imparare ad imparare;
  • Progettare;
  • Comunicare;
  • Collaborare e partecipare;
  • Agire in modo autonomo e responsabile;
  • Risolvere problemi;
  • Individuare collegamenti e relazioni;
  • Acquisire ed interpretare l’informazione.

 

Questi aspetti costituiscono riferimenti utili nell’ambito delle progettazioni finalizzate all’educazione alla sicurezza stradale, che si concretizza nella capacità individuale di scegliere tra diverse modalità di trasporto e di comportamenti adeguati e si costruisce attraverso un’ampia gamma di programmi di educazione che coinvolgono i bambini, i genitori, gli insegnanti e le autorità locali. In questo senso gli organismi centrali, ognuno per la propria parte, promuovono le iniziative di informazione, finalizzate alla maggiore consapevolezza e all’addestramento professionale di soggetti pubblici e privati coinvolti a vario titolo nell’educazione stradale, come anche di progettazione, erogata degli istituti scolastici - che prevedono la collaborazione tra scuola, genitori, autorità locali e comunità e sostengono lo sviluppo e la diffusione delle esperienze più significative per disseminare le buone pratiche su tutto il territorio nazionale. In questo contesto si inserisce la legge n. 120 del 29 luglio 2010, in particolare l’articolo 45 che novella l’articolo 230 del decreto legislativo n. 285 del 1992 del Codice della Strada.

Il carattere innovativo di tale norma è riferito al compito assegnato al Ministro dell’Istruzione nella realizzazione dei nuovi “programmi” di educazione stradale, compito precedentemente assegnato ai Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti, sottolineando così il valore formativo, educativo e culturale dell’educazione stradale che diventa, a pieno titolo, compito della scuola, non in termini di co-partecipazione, ma in qualità di soggetto attivo e protagonista principale.

I nuovi “programmi” (così definiti dal Codice della Strada) che entreranno in vigore a partire dall’anno scolastico 2011-12 andranno ad inserirsi ed armonizzarsi nell’ambito della più ampia revisione ordinamentale della scuola, con le Indicazioni per il Curriculo per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione (in via di revisione), con le Indicazioni Nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento (concernenti le attività e gli insegnamenti compresi nei piani degli studi previsti per i percorsi liceali, di cui all’articolo 10, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 89, in relazione all’articolo 2, commi 1 e 3, del medesimo regolamento) e con le Linee Guida e orientamenti per l’organizzazione del curricolo per gli istituti Tecnici (Direttiva del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca n. 57 del 15 luglio 2010, linee guida per il passaggio al nuovo ordinamento, come previsto all’articolo 8, comma 3 del d.P.R. 15 marzo 2010, n. 88) e Professionali (Direttiva del Ministro dell'Istruzione, dell’Università e della Ricerca n. 65 del 28 luglio 2010, linee guida per il passaggio al nuovo ordinamento, come previsto all'articolo 8, comma 6 del d.P.R. 15 marzo 2010, n. 87). Le linee di indirizzo per l’educazione alla sicurezza stradale contribuiranno a rendere in una visione organica il percorso educativo disegnato dalle innovazioni ordinamentali sopra ricordate, nochè dall’introduzione della disciplina “Cittadinanza e Costituzione”, l. 169/08, dalla legge di Revisione del Codice della Strada, n. 120/10 e dalla legge 26 febbraio 2011 n. 10 articolo 2 comma 1-quater, ai sensi della quale è stato emanato il nuovo regolamento per il Conseguimento del Certificato di Idoneità alla Guida del ciclomotore, il 23 marzo 2011.

L’educazione alla sicurezza stradale assume, dunque, un ruolo di ampio respiro, non finalizzato alla sola acquisizione del Certificato di Idoneità alla Guida, (tendenza avviata negli ultimi anni) ma è inserita nel contesto dell’educazione del cittadino, utente della strada e dell’ambiente, capace di sviluppare scelte di mobilità sostenibile per sé, per gli altri e per il contesto di vita. Le linee guida sottolineano, infatti, il valore educativo del percorso che si avvia e si sviluppa in sinergia con il percorso di scolarizzazione, a partire dalla scuola dell’infanzia.


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