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La sicurezza stradale rappresenta un tema centrale per la salute pubblica sia nel nostro paese, dove l’Istituto Superiore di Sanità stima che gli incidenti stradali rappresentino la prima causa di morte per i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni, ma anche in Europa, come attestato anche dalla Carta Europea della Sicurezza Stradale del 2004 che ha previsto la riduzione del 50% delle vittime degli incidenti stradali entro il 2010. Per contrastare questo fenomeno, la cui rilevanza è riconosciuta a livello mondiale, il periodo dal 2011 al 2021 è stato dichiarato dall’Assemblea generale dell’ONU il “Decennio di azione per la sicurezza stradale”.

Gli incidenti stradali sono un fenomeno complesso, connesso a diverse cause i cui effetti sono legati a diversi fattori che riguardano sia il veicolo, le sue prestazioni, il suo stato di manutenzione, sia le condizioni ambientali in cui si guida, per cui l’azione di prevenzione fa leva prevalentemente sull’intervento nei termini delle infrastrutture, delle tecnologie e della legislazione, con l’obiettivo di avere strade sempre più sicure e un parco di veicoli sempre più efficiente.

Ma ad un altro livello, si collocano i fattori che riguardano il guidatore, dove le statistiche indicano che la responsabilità degli incidenti stradali sia da attribuirsi per il 90-95% a dinamiche che registrano il fattore “errore umano”, come la principale causa. La particolare attenzione rivolta a queste tematiche ha indotto le Istituzioni ad agire preventivamente su specifici fattori di rischio, spesso prevedibili, attraverso interventi efficaci che possano agire globalmente su particolari ambiti come quello della sicurezza stradale, andando ad incidere sia sugli individui sia sulle condizioni socio-ambientali per contribuire al miglioramento delle condizioni di vita personali e sociali.

Considerata l’entità del fenomeno e la sua ricaduta sociale, molti sono i programmi di prevenzione che cercano di investigare i fattori individuali, psicologici e sociali che si riscontrano nella popolazione giovanile, allo scopo di identificare elementi utili per conoscere il fenomeno, come anche per orientare nuove strategie di intervento. Lo scopo principale di questi interventi è quello di prevenire quei comportamenti di rischio che conducono agli incidenti stradali e che costituiscono la prima causa di morte fra i giovani.

Come dimostrato anche dalle misure legislative adottate, al fine di realizzare interventi di promozione e di sensibilizzazione all’educazione stradale efficaci, è importante che i contenuti vengano affrontati nell’arco di tutto lo sviluppo, ribadendo la centralità educativa delle istituzioni e degli enti interessati. Da una ricognizione delle attività svolte, il panorama delle iniziative sull’educazione stradale in Italia è molto vasto: esistono infatti numerosi interventi che si differenziano sia per l’età dei destinatari, sia per le modalità con cui vengono implementati. Pur nella loro varietà i progetti hanno l’intento di promuovere oltre la conoscenza, anche lo sviluppo di specifiche competenze e comportamenti, anche attraverso l’utilizzazione di percorsi didattici attivi e funzionali alla riflessione su specifici temi. In un ottica promozionale tali iniziative che derivano dalle esperienze maturate nel mondo educativo, di concerto con altri Enti e Istituzioni, hanno come comune obiettivo la realizzazione di interventi di formazione e di sensibilizzazione su temi connessi all’educazione stradale, nonché alla legalità e alla sicurezza. Tali interventi, oltre all’educazione stradale, si ispirano a promuovere la cultura della prevenzione contro l’emergenza e il recupero del danno. In questo modo, le attività svolte a scuola nell’ambito dell’educazione stradale, da un lato, consentono la valorizzazione delle potenzialità educative e formative, e dall’altro concorrono allo sviluppo di conoscenze, abilità e attitudini in relazione alla mobilità sul territorio (bicicletta, motorino, auto, mezzi pubblici, ecc.) e alle modalità più idonee con cui realizzarle, al fine di ottenere un miglioramento della sicurezza, passando da un potenziamento dell’autonoma capacità di giudizio e della responsabilità personale e sociale, dello sviluppo della conoscenza e del rispetto di sé, degli altri e delle norme di legge, e adottando comportamenti corretti sulla strada, nonchè acquisendo la consapevolezza del rapporto tra lo stile di vita e lo stile di guida.

 

Le attività di ricognizione sui progetti svolti

Il presente contributo ha lo scopo di illustrare, facendo ricorso a dei grafici descrittivi, le attività che sono state svolte in Italia all’interno degli Istituti scolastici, in materia di Educazione Stradale, nonché di presentare i corsi erogati per ottenere il patentino negli anni 2008-2009.

Per far questo, si è proceduto ad effettuare un’analisi dei progetti e delle azioni svolte sulla tematica dell’educazione stradale e sui corsi erogati per il patentino a livello nazionale, regionale e locale. Le attività di ricognizione svolte hanno avuto due obiettivi:

  1. effettuare una raccolta dei progetti di educazione stradale realizzati in ambito scolastico, o indirizzati al mondo della scuola, su iniziativa di Ministeri, Enti locali, Associazioni, Istituti scolastici, altre organizzazioni, ecc. Questa linea operativa, più che essere indirizzata ad un’analisi critica delle iniziative, è stata rivolta a definire, in via del tutto generale, la connotazione tipica dei progetti e talune caratteristiche ritenute significative per il lavoro di predisposizione delle linee guida, tra le quali si citano: eventuali requisiti assunti come base per lo sviluppo del progetto, le modalità eventualmente utilizzate per la valutazione dei risultati, ovvero degli effetti ottenuti a valle del progetto;
  2. analizzare in modo dettagliato la situazione dei corsi per il patentino svolti dalle scuole. L’analisi è stata svolta considerando i seguenti dati articolati per Regione e Provincia: numero di scuole che hanno realizzato i corsi, numero di corsi, studenti partecipanti ai corsi e iscritti agli esami, numero studenti idonei e non idonei.

Attraverso la “ricognizione dei progetti” è stato possibile desumere alcuni elementi quantitativi e qualitativi utili per lo sviluppo del lavoro. Gli elementi quantitativi mostrano come il contesto nazionale risulti caratterizzato da differenze anche considerevoli tra Regione e Regione, non solo riguardanti il diverso numero di progetti realizzati ma anche in termini di ampiezza e consistenza delle azioni di educazione stradale. Sotto il profilo qualitativo, è stato possibile constatare come i progetti risultino spesso non essere basati su un approccio scientifico, essendo queste carenze strettamente correlate ai livelli di competenze, nonché alla tipologia di soggetti proponenti/esecutori delle iniziative.

L’analisi dei risultati ha fornito quindi ulteriori spunti di riflessione e approfondimento dei quali si è tenuto conto nello sviluppo di alcune parti e capitoli del rapporto, come in particolare dei capitoli 3, 4 e 6. Per estendere e integrare ulteriormente le informazioni raccolte con l’indagine, il gruppo di lavoro ha organizzato un’intervista tramite questionario a tutti i referenti degli uffici scolastici regionali e delle provincie autonome sulla tematica educazione stradale.

Il questionario è stato concepito nell’ottica di acquisire un punto di vista generale della condizione del sistema scolastico relativa a ciascuna regione rispetto alla tematica dell’educazione stradale. Non si è preteso quindi di ricostruire il contesto specifico, sapendo bene che i referenti non possiedono una conoscenza approfondita delle attività realizzate dai singoli Istituti scolastici, piuttosto si è puntato a cogliere una visione d’assieme ed è per questo che ci si è rivolti ai referenti in quanto ritenuti osservatori autorevoli e privilegiati del contesto di ciascuna Regione e Provincia autonoma. Ecco perché l’intervista ha puntato ad individuare le modalità, l’articolazione, gli obiettivi più comuni delle iniziative svolte dalle scuole in ambito regionale, considerando tale complesso di attività un insieme molto variegato dal quale desumere gli elementi distintivi tipici.

Il materiale di base inerente i progetti di educazione stradale è stato tratto dalle seguenti fonti e strumenti:

• dalla Direzione Generale per lo Studente, l’integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione. Nelle fasi iniziali della convenzione, si è dato corso ad un’attività di raccolta di progetti e documentazione depositati presso l’archivio della DG. Sono stati così assemblati dati e informazioni generali attinenti a progetti, eventi, campagne promozionali, spot, libri e pubblicazioni, convegni, ecc., tutti attinenti alla tematica dell’educazione stradale. I soggetti proponenti ed esecutori di tali iniziative sono risultati piuttosto eterogenei; si va infatti da Ministeri ed Enti statali, nel caso di progetti di ampiezza internazionale, ad iniziative che vedono il coinvolgimento di singoli Istituti o promosse da associazioni locali, comunali o provinciali;

• direttamente dagli uffici scolastici regionali e delle provincie autonome. I rapporti sviluppati nel corso della convenzione coi referenti scolastici di tali uffici, anche sulla base di riunioni appositamente organizzate dalla DG in occasione di alcuni seminari e convegni, hanno permesso di acquisire altro materiale e documentazione riguardante la tematica oggetto di interesse;

• dal portale ES. Il portale è stato dotato di un servizio di upload per consentire, a tutti i soggetti autorizzati ad accedervi, di scaricare direttamente nel data base del sistema documenti e materiali in formato elettronico riguardanti progetti e attività nel campo dell’educazione stradale;

• da altre fonti come la rete web, scuole, associazioni e altre istituzioni che hanno fornito materiali e documenti.

L’indagine non può considerarsi esaustiva anche perché il suo obiettivo non era quello di estenderla in modo capillare. Piuttosto si è preferito avere un’idea generale delle attività e dei progetti di educazione stradale realizzati, distinti per Regione o Provincia autonoma, sia a livello quantitativo (vedi grafici che seguono) che a livello qualitativo.

In relazione a quest’ultimo aspetto, l’osservazione della realtà condotta attraverso la ricognizione ha permesso, come detto, di mirare in modo più appropriato le indicazioni operative da rilasciare agli uffici scolastici.


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