image

Con l’entrata in vigore del DPR del 20 Gennaio 2009, n. 17 Art. 8 si conclude una fase significativa dell’ampio processo di riforma che da tempo investe il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

 

Il ruolo degli Uffici Scolastici Regionali

L’autonomia delle istituzioni scolastiche ha modificato, di fatto, anche il ruolo degli USR (Uffici Scolastici Regionali) rispetto all’attività progettuale delle istituzioni scolastiche autonome. Perno di tale trasformazione è il decentramento delle funzioni e dei compiti, passaggio compiuto dall’Amministrazione che è divenuta - da apparato centralizzato e autoreferenziale - una struttura organizzata per livelli e per funzioni, ovvero una formazione reticolare sul territorio aperta a collaborazioni e confronti sempre più estesi. Le innovazioni più rilevanti, rispetto al quadro legislativo precedente, risiedono nelle competenze e nelle funzioni di guida progettuale che l’USR deve avere.

Nel 2012 saranno trascorsi dieci anni dal ‘nuovo corso’ che la scuola ha promosso nell’ambito dell’Educazione stradale, sin dall’istituzione dei Corsi d’idoneità alla guida del ciclomotore caratterizzati da un approccio metodologico innovativo e d’avanguardia, che per la prima volta hanno consentito di realizzare sul territorio nazionale un modello pedagogico “esportabile” a livello regionale e provinciale, orientato allo sviluppo di una rete di accordi interistituzionali finalizzati allo svolgimento di una specifica attività scolastica.

Prima del 2002, infatti, non erano molte le Istituzioni, gli Enti, le Associazioni che potessero impegnarsi in un percorso formativo destinato agli studenti garantendo una competenza pedagogica solida, supportando il mondo della scuola nel proporre le tematiche della sicurezza stradale, utilizzando un efficace codice linguistico e un corretto approccio metodologico. Prosegue inoltre, perfezionandosi sempre di più, l’impegno interistituzionale finalizzato alla salvaguardia delle vite umane a rischio, ogni giorno, sulla strada; impegno che ci ha portato a rispondere adeguatamente alle esortazioni del Patto di Lisbona 2010 “25.000 vite da salvare”.

Le ragioni della partecipazione così attiva e convinta da parte degli Uffici Scolastici Regionali, delle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado nonché delle Consulte provinciali studentesche risiedono anche nel fatto che si è rivelato utile ed efficace cogliere l’opportunità d’integrare, con un percorso innovativo e alternativo, il piano di formazione sulla sicurezza stradale destinata agli studenti frequentanti le Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. A tutt’oggi il punto di forza della partnership è la motivazione posta alla base di tutte le iniziative: ovvero, l’attualità del tema della sicurezza stradale intesa come prevenzione dell’incidentalità e della piaga sociale dell’alcoolismo - oltreché dell’abuso di sostanze stupefacenti.

Definiamo ora, di seguito, le linee di competenza specifica e le funzioni generali che caratterizzano il lavoro degli USR in relazione alla sicurezza sulle strade. Compito dell’USR è curare l’attuazione, nell’ambito territoriale di propria competenza, delle politiche nazionali per gli studenti volte alla diffusione del valore della cittadinanza e della legalità, all’interno di un sistema educativo e formativo che investe sulla centralità dell’alunno e sul forte rapporto tra le famiglie, il territorio e la scuola.

Compito degli USR è di attuare una politica di sostegno e guida alla crescita dei giovani studenti attraverso azioni come la prevenzione e il contrasto alla piaga sociale dell’alcolismo e all’abuso di sostanze stupefacenti, che risultano tra le più importanti cause degli incidenti che vedono coinvolti i giovani. E’ compito, inoltre delle Istituzioni Regionali sostenere e promuovere politiche sociali in favore dei giovani che comprendono anche strategie nazionali in materia di rapporti scuola-sport e attività motorie, anche in collaborazione con le famiglie, nella convinzione che lo sport e la sana attività fisica veicolino consapevolezza delle regole e atteggiamenti positivi.

E’ compito dell’USR assicurare la diffusione delle informazioni relative ad iniziative, progetti, buone pratiche, azioni specifiche volte alla diffusione della cultura della sicurezza stradale. Il fine ultimo è quello di promuovere rapporti sistematici tra l’Amministrazione e il sistema dell’autonomia delle scuole e di incrementare la diffusione di tutte le notizie utili per una partecipazione consapevole al processo di innovazione della scuola. In tal senso, l’USR assicura un sistema di comunicazione territoriale diretto a favorire il flusso delle informazioni nei confronti di quanti, a vario titolo, siano interessati all’attività che l’USR svolge (famiglie, istituzioni scolastiche, personale, enti e organismi esterni, soggetti sociali e culturali, organizzazioni sindacali e imprenditoriali, mezzi d’informazione, ecc.).

L’USR attiva la politica scolastica nazionale sul territorio supportando la flessibilità organizzativa, didattica e di ricerca delle istituzioni scolastiche. L’espletamento di tale funzione si basa su una stretta correlazione tra l’attività dell’USR e gli UST o ATP (Uffici Scolastici Territoriali o Articolazione Territoriale Provinciale); il raccordo tra tali uffici deve consentire di fornire alle istituzioni scolastiche autonome servizi di consulenza e di supporto sia di carattere didattico e organizzativo che tecnico-amministrativo in relazione alla sicurezza. Ogni USR promuove la ricognizione delle esigenze formative e lo sviluppo della relativa offerta formativa sul territorio in collaborazione con la regione e gli enti locali. L’esercizio della funzione in esame, in conformità di quanto stabilito dalle leggi 59/97 e dal D.L.vo 112/98 e relative norme applicative, comporta una serie di adempimenti da articolare attraverso interazioni e collaborazioni con le regioni e gli enti locali. La forza della partnership parte dalla conoscenza approfondita del territorio e delle sue potenzialità. Si richiede agli uffici una spiccata e aggiornata capacità di lettura e di interpretazione delle varie situazioni legate agli insediamenti ed al funzionamento dei servizi dell’istruzione e della formazione, nonché l’attitudine a prevedere tempi e modalità di individuazione e di allocazione dell’offerta formativa in sintonia con le esigenze e le linee formative/educative ministeriali in tema di sicurezza.

Da ultimo, l’USR assegna alle istituzioni scolastiche, nell’ambito dei capitoli di bilancio affidati alla sua gestione, le risorse finanziarie e le risorse di personale. L’allocazione delle risorse finanziarie rappresenta un adempimento fondamentale attraverso il quale le istituzioni scolastiche realizzano il piano dell’offerta formativa. La pianificazione, poi, del fabbisogno di risorse umane e l’accorta e razionale distribuzione dei fondi dedicati alla progettazione delle scuole in tema di sicurezza rappresenta l’aspetto di rilievo dell’attività dell’USR, dal cui esito dipende il raggiungimento degli obiettivi propri delle istituzioni scolastiche. A tal fine, presso l’USR operano strutture di monitoraggio e di valutazione degli esiti che operano in raccordo con le articolazioni provinciali, le istituzioni scolastiche e l’amministrazione centrale. Dette strutture procedono anche alla verifica e valutazione sia della legittimità e regolarità della spesa sia dei risultati raggiunti.

 

Il ruolo degli Ambiti Territoriali

All’art. 8, comma 3, del DPR 20 gennaio 2009 n. 17 tra i compiti degli UST/ATP rientrano vari compiti attributi ad essi per legge. Ultimo in termini solo di posizione, quello relativo al “supporto e sviluppo delle reti di scuole e dei gruppi provinciali di studio istituiti dal Direttore Generale per l’attuazione dei programmi di sviluppo dell’autonomia scolastica e per le attività di informazione e formazione sui nuovi ordinamenti e curricoli.” Chi avesse pensato ad un drastico ridimensionamento del ruolo degli Uffici Provinciali, alla luce di quanto esposto, constata invece, con l’istituzione degli UST/ATP, l’accentuazione degli aspetti più squisitamente innovativi e di supporto all’autonomia.

Nel caso dei comportamenti responsabili sulle strade e alla guida, il tema appare cruciale se inquadrato in quell’ottica di comunicazione/gestione pluridirezionale cui si è accennato; una visione che individua nei nuovi UST/ATP un ruolo centrale di supporto e coordinamento. Ne consegue il coinvolgimento di tali uffici non solo in termini meramente consulenziali e organizzativi, ma di reale indirizzo e controllo sul campo dei programmi e dei progetti.

Pertanto, gli UST/ATP, per rispondere fattivamente ai loro compiti istituzionali, condivideranno e promuoveranno gli obiettivi e i programmi generali elaborati dagli USR in base alle indicazioni ministeriali. Sarà anche loro compito contribuire alla definizione dei programmi e al reperimento delle risorse necessarie ad attivare le iniziative di carattere educativo cui sono chiamate a partecipare le scuole del territorio organizzate in rete.

 

Il ruolo degli stakeholders

Emerge, nella descrizione del punto precedente, la centralità del ruolo degli stakeholders rispetto al lavoro di rete. Se è vero che la collaborazione e la coerenza delle azioni sviluppate da MIUR, USR e UST/ATP sono fondamentali per la governance efficace e la corretta impostazione delle progettualità, è altrettanto vero che l’interlocuzione con i soggetti portatori di interesse ai diversi livelli in cui le azioni si delineano e si esplicano è un fattore chiave di successo, sia a livello generale che particolare. Abbiamo fatto più volte riferimento alla centralità del ruolo che non solo l’amministrazione scolastica deve esercitare a diversi livelli, ma che le associazioni, gli Enti locali e le diverse agenzie educative che operano sul territorio devono svolgere in modo sinergico, affinché si possa generare una crescita complessiva delle azioni e dei risultati educativi per gli studenti e per l’intera comunità. Riteniamo utile sottolineare l’importanza del rapporto con tali soggetti, portatori di interesse in quanto protagonisti della vita della comunità che negli specifici ambiti e territori di riferimento interagisce con essi.

Comuni e province, comunità montane, consorzi di comuni e/o di enti diversi, associazioni di imprese o di promozione sociale, media locali, soggetti privati, ecc., possono offrire indicazioni precise in merito all’educazione stradale alla popolazione scolastica, rispetto ad ogni ordine e grado di scuola, favorendo altresì l’omogeneità dei percorsi e la loro diffusione; possono contribuire al coordinamento e alla verifica delle ricadute delle attività progettate e garantire risposte più attente alle esigenze del territorio all’interno del quale esse prendono corpo.

Tali soggetti possono quindi orientare efficacemente l’opinione pubblica, a livello locale o più generale, alla valorizzazione e al sostegno delle attività educative nell’ambito dell’educazione stradale e della cittadinanza attiva, divenendone al contempo promotori e fruitori; ovvero, innescando il processo virtuoso in funzione del quale la comunità – attraverso di essi – attiva e produce progettualità e risultati che ritornano, potenziati nel loro effetto, alla comunità stessa, la quale in tal modo ne beneficia e se ne arricchisce in modo incrementale nel tempo. La valenza sistemica della relazione con – e tra – gli stakeholders è molto alta, proprio perché in grado di autoalimentarsi, alimentando al contempo la qualità della vita della comunità.

L’esercizio della leadership rispetto allo svolgimento di attività educative in ambito di sicurezza stradale può esser favorito dalle sinergie tra essi e la realtà della scuola. Non da ultimo, richiamiamo l’importanza dell’aspetto dell’accountability, ovvero della capacità di render conto delle proprie azioni e dei relativi risultati, in modo responsabile e trasparente, ai propri interlocutori e alla propria comunità di riferimento: proprio in tal senso assume rilievo la qualità del rapporto con i portatori di interesse, destinatari ma anche primi ‘perni’ del principio dell’accountability. La possibilità di recepire in modo evidente e trasparente il valore di una condotta attenta a rilevare e diffondere i risultati del proprio impegno, assunto responsabilmente, misurando oggettivamente i risultati ottenuti in termini di impatto positivo sulla vita della collettività, diviene esempio e modello di una condotta eticamente apprezzabile, mirata a creare un reale valore aggiunto per la comunità attraverso la valorizzazione del principio della responsabilità sociale. Proprio quello che all’interno del quadro “Cittadinanza e Costituzione” si intende sviluppare riguardo ai nostri studenti, per una crescita consapevole, individuale e collettiva.


Related Articles:

Collaborazioni