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Rientrano nell’attuazione del diritto all’apprendimento anche gli strumenti di salvaguardia della salute, dell’incolumità, del benessere di ogni studente. Come già accennato, un notevole passo in avanti è stato fatto nella scuola italiana con l’introduzione dell’ambito disciplinare denominato “Cittadinanza e Costituzione”. In questo senso l’educazione stradale diventa un’attività particolarmente significativa sia del diritto alla salute sia del rispetto delle norme e delle istituzioni. Essa, pertanto, dovrà svolgere un ruolo significativo all’interno del Piano dell’Offerta Formativa di ogni istituto scolastico.

Dovrà, quindi, essere il Consiglio di Istituto ad elaborare – come prevede la norma – i criteri generali del Piano, avendo cura di inserire al loro interno proprio quegli elementi sulla cui base il Collegio dei Docenti provvederà a formulare un Piano dell’Offerta Formativa adeguato alle esigenze culturali e formative degli studenti, tra le quali rientra in particolare il rispetto delle regole.

Tornato il Piano dell’Offerta Formativa al Consiglio di Istituto per la sua definitiva “adozione”, anche i rappresentanti dei genitori, degli impiegati e degli studenti (nelle scuole secondarie di secondo grado), potranno rendersi pienamente conto della necessità dell’educazione al comportamento corretto sulla strada, approvando altresì un piano di finanziamento (se le risorse della scuola lo consentiranno) di attività formative rivolte agli insegnanti all’interno del Collegio dei Docenti. Anche se il diritto all’aggiornamento del personale della scuola (docenti ed ATA) non è ancora legato ad un obbligo contrattuale, sarà compito “in primis” del Dirigente Scolastico metterne in risalto l’indispensabilità sulla base di considerazioni di opportunità civica, di salvaguardia della salute, di occasione formativa.

 

Risultati attesi

Nella scuola dell’infanzia, in armonia con la famiglia, i Docenti opereranno per sensibilizzare i bambini al riconoscimento dei pericoli della strada, fornendo primi elementi di conoscenza delle insidie dell’ambiente stradale e la capacità di riconoscere e mettere in pratica gli adeguati comportamenti di sicurezza riconoscendo il ruolo e gli esempi dell’adulto.

Al termine della scuola primaria si avrà un momento di verifica in cui si valuterà la capacità dello studente di assumere un comportamento responsabile in qualità di utente attivo. L’alunno dovrà aver acquisito le competenze necessarie per i corretti comportamenti da adottare nelle situazioni vissute da passeggero sui mezzi pubblici e privati.

La conoscenza dei sistemi di sicurezza attivi e passivi renderà il ragazzo, passeggero in auto, responsabile anche nei confronti dei comportamenti degli adulti. L’alunno saprà riconoscere e rispettare i segnali stradali ed attuare i comportamenti necessari per essere un pedone o un ciclista consapevole. Al termine del primo ciclo lo studente sarà capace di muoversi in autonomia, orientarsi nella città, conoscere e rispettare le regole di comportamento come pedone, come ciclista e come utente dei mezzi pubblici nell’ambiente circostante, in funzione del rispetto del Codice della Strada e delle norme di comportamento civile.

In un’ottica sistemica l’educazione stradale precede, accompagna e segue anche ogni momento di formazione specifica alla guida dei veicoli. L’istituzione scolastica, nel coinvolgere tutti gli studenti nelle attività curriculari di educazione stradale nonché nei progetti scolastici, territoriali e/o nazionali specifici per le tematiche della sicurezza stradale, dovrà considerare, nella classe terminale della secondaria di primo grado, l’opportunità di assolvere alle richieste del Decreto Legislativo 15 gennaio 2002, n. 9 “Disposizioni integrative e correttive del nuovo codice della strada, norma dell'articolo 1, comma 1, della legge 22 marzo 2001, n. 85” e delle successive integrazioni e modifiche, per il rilascio del Certificato di Idoneità alla Guida del ciclomotore.

Per gli studenti che ne sono interessati, l’istituzione scolastica dovrà rilasciare l’attestato di preparazione conseguito nelle attività di cui al previsto certificato di frequenza del corso di preparazione, per il numero di ore indicato dalla normativa vigente e nel Programma dei corsi e procedure d'esame per il conseguimento del certificato di idoneità per la guida dei ciclomotori, Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, pubblicato il 23 marzo 2011. Al termine del secondo ciclo lo studente dovrà aver acquisito la sensibilità di considerarsi cittadino europeo consapevole e protagonista del proprio progetto di vita e di formazione in tutte le sue fasi. Gli studenti e le studentesse debbono considerarsi attori nella ricerca di un linguaggio comune europeo sulla sicurezza stradale e sentirsi il miglior tramite per costruire un’effettiva vicinanza del mondo giovanile all’Europa.

In particolare, con riferimento alle Indicazioni Nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento, al termine del percorso lo studente dovrà aver acquisito un consapevole e corretto rapporto con i diversi tipi di ambiente che non può essere disgiunto dall’apprendimento e dall’effettivo rispetto dei principi fondamentali di prevenzione delle situazioni di rischio, in termini di anticipazione del pericolo, o di pronta reazione all’imprevisto.

L’istituzione scolastica, nel coinvolgere tutti gli studenti nelle attività curriculari di educazione stradale nonché nei progetti scolastici, territoriali e/o nazionali specifici per le tematiche della sicurezza stradale, dovrà considerare l’opportunità di assolvere alle richieste del Decreto Legislativo 15 gennaio 2002, n. 9 “Disposizioni integrative e correttive del nuovo codice della strada, norma dell'articolo 1, comma 1, della legge 22 marzo 2001, n. 85” e sue successive integrazioni e modifiche, per il rilascio del Certificato di Idoneità alla Guida del ciclomotore, con l’organizzazione di corsi specifici di preparazione a norma del Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, pubblicato il 23 marzo 2011.

Si ricorda, inoltre, che le Indicazioni Nazionali, per il primo biennio della scuola secondaria di 2° grado, inseriscono nell’ambito delle Scienze Motorie, tra gli obiettivi specifici di apprendimento: Salute, Benessere, Sicurezza e Prevenzione nei vari ambiti, compreso quello stradale. S’individuano, a tal fine, le seguenti azioni che possono divenire utili, anche, per i possibili collegamenti con i percorsi di preparazione per il conseguimento dei certificati per la guida del ciclomotore e delle microcar, soprattutto nel primo anno del secondo ciclo di studi. Tali azioni possono rivelarsi importanti, inoltre, per consolidare comportamenti corretti in vista del conseguimento delle patenti di guida.

 

Le risorse

In un apparato metodologico che prevede diversi livelli e che risponde all’esigenza di attivare canali cognitivi ed emotivi, è molto importante prevedere risorse utili e disponibili. Gli insegnanti si orientano tenendo conto delle risorse disponibili e scelgono, all’interno di queste, gli itinerari più appropriati, tenendo conto del ciclo scolastico, della classe, dell’età dei destinatari dell’intervento educativo, degli spazi e tempi disponibili ecc. Devono però poter fare riferimento anche a quegli ausili esterni al mondo della Scuola, che si sono dimostrati funzionali e disponibili.

In tal senso, diverse ricerche hanno evidenziato come gli operatori che prestano servizio all’interno del sistema della sicurezza stradale possono fornire apporti significativi sul piano della sensibilizzazione e anche su quello dell’educazione al corretto comportamento sulla strada. Tali apporti, però, possono rivelare la loro efficacia se le figure in questione sono opportunamente formate ad erogare gli interventi e se si integrano all’azione degli insegnanti stessi.

Le risorse che possono produrre effetti sistematici sono quelle in grado di lavorare in programmi sinergici e integrati con gli insegnanti, avendo una base di formazione solida in tal senso. Fra le Forze di Polizia, si trova personale opportunamente formato e con esperienza solida in tal senso. Personale che conosce le modalità per intervenire nella Scuola, che sa come lavorare con Insegnanti e genitori e che hanno sperimentato le procedure pratiche per la conduzione di gruppi e l’esecuzione di esercizi e giochi specifici. E’ importante sottolineare, in questa sede, che esiste una rete di Operatori delle Forze di Polizia disponibili a partecipare a queste forme di intervento e che si può far richiesta di ausilio e strutturare un percorso in cui queste operatività possono essere coinvolte, così come è possibile contattare il personale delle Associazioni o degli Enti che hanno siglato con il MIUR Protocolli di Intesa o Accordi di programma e/o che sono inseriti nell’elenco dei Soggetti Accreditati per la Formazione presso il MIUR, Direzione Generale per il Personale della Scuola, ai sensi della d.m. 90/2003.

Un’altra utile risorsa possono essere i cosiddetti “testimoni”, personaggi del mondo dello sport o della cultura che accettano molto volentieri di portare la loro testimonianza in iniziative organizzate dalle scuole: è possibile prevedere con i testimoni un incontro focalizzato sulle esperienze, in cui una storia possa stimolare opportunamente le riflessioni dei ragazzi.

 

La valutazione delle misure proposte

L’obiettivo da perseguire sarebbe quello di implementare un sistema di ricognizione di follow-up delle attività svolte, con particolare riguardo anche all’esplicitazione dei criteri di scelta e degli strumenti di valutazione.

E’ particolarmente rilevante e utile implementare opportuni sistemi di valutazione nelle varie fasi (tipologia di progetti presentati, misurazione delle situazioni di partenza o “baseline”, monitoraggio nelle varie fasi, valutazione degli esiti e follow up a determinate distanze di tempo).

La valutazione e il monitoraggio sono da considerarsi come idonei strumenti per garantire non soltanto la bontà e validità dei progetti attivati, bensì anche le potenzialità di funzionamento degli stessi e le ricadute comportamentali.

Valutazione e monitoraggio consentono di apportare eventuali necessari correttivi ed anche di apportare miglioramenti alle metodologie impiegate.

Il problema della valutazione degli interventi proposti è particolarmente rilevante; infatti, sono moltissime le iniziative in tema di educazione stradale (e non soltanto su questo tema), molti sono i progetti e gli interventi, mentre molto più rare sono le osservazioni mirate a valutare le misure erogate e la loro ricaduta formativa. Non è infrequente trovare iniziative la cui efficacia viene valutata soltanto sulla base di un vago gradimento espresso da parte dei ragazzi.

Occorre ricordare che la caratteristica propria di qualunque forma di intervento dovrebbe essere quella di procedere secondo le modalità proprie del metodo scientifico, cioè basando le misure che si adottano sui risultati della ricerca e sulla valutazione degli effetti ottenuti. Qualunque tipo di intervento dovrebbe basarsi su metodi e procedure che hanno subito il vaglio dell’indagine empirica o ispirarsi a precedenti esperienze di cui sia stata dimostrata la validità. Per la stessa ragione, diventa cruciale anche la valutazione dell’efficacia delle azioni proposte, attraverso l’utilizzazione di opportuni strumenti di misura, poichè costituisce la base di qualsiasi intervento che possa avere la possibilità di essere considerato valido e ripetibile.

Si prevede dunque, oltre ad una fase di opportuno monitoraggio, anche una o più fasi di valutazione dell’efficacia condotta a più livelli.

La valutazione deve infatti riguardare:

 

  1. i pareri e le osservazioni degli insegnanti (preziose per ogni eventuale modifica o aggiustamento);
  2. la rilevazione, attraverso opportuni questionari, dei comportamenti e delle convinzioni dei ragazzi che sono stati destinatari degli interventi educativi;
  3. la rilevazione di pareri e osservazione dei genitori che debbono essere invitati a collaborare nelle varie fasi.

 

Un processo accurato di valutazione consentirà di constatare quanto si è veramente inciso sulle convinzioni che sostengono i comportamenti di rischio. Consentirà inoltre di raccogliere le osservazioni degli insegnanti in merito alle procedure e quelle dei genitori che riguarderanno invece la condotta che possono rilevare nei propri figli.

Si tratta di una valutazione “multilivello” che incrocia variabili procedurali e variabili di contenuto.

Inoltre si tratta di una tipologia di valutazione che rende attivi ragazzi, insegnanti e genitori nel fornire informazioni relative a domini diversi: l’osservazione in classe (insegnanti), l’osservazione fuori dalla scuola (genitori), la descrizione dei propri comportamenti abituali e l’espressione delle convinzioni che orientano i comportamenti sulla strada (i ragazzi).

La valutazione di efficacia di queste tipologie di progetti pone problematiche piuttosto complesse. L’educazione al corretto comportamento sulla strada è una tipologia di educazione che comporta obiettivi immediati, obiettivi a breve termine e obiettivi a lungo termine.

Un progetto che possa veramente essere considerato efficace dovrà incidere a più livelli:

 

  1. un livello immediato: attivare l’attenzione e le emozioni;
  2. un livello immediato e a breve termine: trasmettere le informazioni e mantenere attive le emozioni nei discenti (canale cognitivo ed emotivo);
  3. un livello a medio termine: ottenere che le informazioni vengano elaborate, memorizzate ed interiorizzate e costituiscano la premessa alla assunzione di comportamenti corretti e all’evitamento di comportamenti a rischio.
  4. Un livello a lungo termine: le convinzioni errate devono essere sostituite da quelle corrette e determinare nel tempo il mantenimento di un comportamento di prevenzione ed evitamento dei rischi.

 

Si tratta di obiettivi non semplici da raggiungere, infatti, in taluni casi, le informazioni vengono comprese, ma poi non sono seguite da reali cambiamenti dei comportamenti disfunzionali. In alcuni casi, le attività proposte nell’ambito di progetti sono tali da attivare attenzione, ma poi non presentano le caratteristiche necessarie a determinare cambiamenti profondi e duraturi.

Quali procedure dunque possono essere impiegate per valutare gli effetti delle azioni educative? La letteratura metodologica presenta varie tecniche utili per questi scopi, tecniche e strumenti che vanno dalle interviste, alle osservazioni, alle rilevazioni tramite questionari semi-strutturati o strutturati somministrati a vari intervalli temporali.

Procedure dimostratesi efficaci nell’ottenere dati utili per la valutazione dell’impatto di interventi hanno previsto l’impiego di questionari di rilevazione prima, immediatamente dopo l’intervento educativo e a intervalli temporali opportuni.

Infatti la misurazione della cosiddetta “baseline”, vale a dire del set di convinzioni o di comportamenti presenti all’inizio dell’intervento educativo ci consente di capire quanto e cosa abbiamo ottenuto attraverso l’azione educativa stessa, constatando le variazioni presenti nelle successive misurazioni.

Soltanto se i risultati si mantengono nel tempo si può considerare l’intervento utile allo scopo e si può dunque reiterarne l’impiego.

Nel caso dell’educazione stradale è necessario incidere anche su comportamenti sostenuti da dimensioni psicologiche o convinzioni tipiche di determinati momenti dello sviluppo: ad esempio, l’adolescente tipicamente propone convinzioni di onnipotenza che rendono difficile far passare messaggi che implichino adeguate prese di coscienza del concetto di responsabilità individuale. Ne deriva la difficoltà di proporre non soltanto informazioni, bensì modalità che possano provocare cambiamenti più profondi contrastando tendenze molto forti.

Naturalmente le fasi di monitoraggio possono essere di notevole ausilio nell’apportare i correttivi utili, ove si rendano necessari, ed è proprio nello svolgimento del monitoraggio che si può intervenire tenendo conto dei punti deboli e potenziando quelli di forza del progetto stesso.

In sintesi: le procedure di valutazione dell’efficacia di un progetto non si possono considerare accessorie o opzionali, sono parte integrante dell’azione.

Come è di fondamentale importanza scegliere e porre in atto soltanto quei progetti che si presentano come costruiti su basi solide e che hanno alla base strutturate attività di ricerca, così è ineludibile la necessità di testare in varie fasi il funzionamento delle attività e di accertarne gli effetti nel tempo; soltanto attraverso questo itinerario si possono avere le indicazioni giuste e i riferimenti adeguati.

 

Scheda fac-simile per la proposta di un corso di formazione per l'Educazione Stradale

I Dirigenti scolastici e i Docenti possono ispirarsi ad una scheda come quella che viene qui presentata utilizzandola come guida per i futuri formatori degli studenti. La scheda tecnica riporta alcuni aspetti ritenuti necessari all’interno di una proposta progettuale.


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