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Al via la nuova campagna sulla sicurezza stradale promossa dall’ANIA

Presentata il 13 dicembre la nuova campagna di comunicazione che si avvale della collaborazione di Oliviero Toscani

Il 13 dicembre 2012 Aldo Minucci, presidente dell’ ANIA (l’Associazione nazionale tra le imprese di assicurazione), ha presentato la nuova campagna di comunicazione per sicurezza stradale che sarà curata da Oliviero Toscani. «Le strade italiane sono fra le più pericolose d’Europa e gli incidenti stradali nel nostro Paese continuano a rappresentare un’emergenza sociale. Con questa nuova campagna vogliamo far capire che, sulla strada, una guida irresponsabile può avere conseguenze drammatiche» ha dichiarato Minucci nel corso della conferenza stampa. Il bilancio degli incidenti stradali dell’ultimo anno in Italia si commenta solo con i numeri. Ogni giorno hanno perso la vita, mediamente, 11 persone per un totale complessivo di 3.860 morti. I feriti sono stati oltre 900 mila nell’ultimo anno, di questi 100 mila hanno riportato invalidità permanenti gravi. Secondo il monitoraggio dell’Istat, nel 2011 hanno perso la vita in incidenti stradali 61 ragazzi under 14. Per i più piccoli, al di sotto dei 4 anni, il bilancio è drammatico: a causa delle imprudenze di altri, sono stati 21 i bimbi a perdere la vita e altri 2.635 sono rimasti feriti. Tra gli altri dati statistici uno fa riflettere: gli incidenti stradali rappresentano la prima causa di morte dei giovani tra i 15 e 24 anni. Di fatto le strade italiane sono un luogo a rischio per milioni di automobilisti ma anche per passeggeri, motociclisti, ciclisti e pedoni. L’Italia è, infatti, il primo paese in Europa per percentuale di morti sulle due ruote, il terzo per i pedoni e i ciclisti. Per comprendere la portata di questo fenomeno in tutti i suoi aspetti, a questi drammatici numeri vanni aggiunti i 30 miliardi annui (il 2% del PIL nazionale) di costi sociali che si articolano in diverse voci tra le quali quelle del sistema sanitario, di quello assicurativo, dei costi giudiziari e dei danni materiali e, in ultimo, i non sottovalutabili costi economici che derivano da code e blocchi stradali, parziali o totali, provocati giornalmente dagli incidenti(una media di 90 al giorno) come ad esempio quelli che avvengono su spine dorsali della viabilità nazionale come la A1 o la A14. Contro questi dati tragicamente reali, “Pensaci” è lo slogan della campagna di comunicazione proposto dall’ANIA che richiama alle responsabilità e alla condotta individuale. Infatti, alla base di queste angoscianti statistiche vi è quasi sempre il mancato rispetto delle regole della strada e la mancata attuazione dei necessari accorgimenti di sicurezza. E’ un messaggio che l’ANIA vuole trasmettere con forza affinchè si imprima nelle coscienze individuali e per questo ha scelto la proposta di Oliviero Toscani che spiega l’idea di dare una immagine e una voce al pericolo che la circolazione stradale comporta utilizzando la metafora del “Circo della strada”:«Il traffico, come la vita è un grande circo che va in scena ogni giorno. Ogni partecipante ha il suo ruolo, i suoi tempi scenici e il suo obiettivo; bisogna che tutto funzioni al meglio perché si arrivi alla fine dello spettacolo senza intoppi. Anche i clown più esuberanti devono essere professionisti molto seri». Considerando le implicazioni e le proporzioni del fenomeno, appare quanto mai necessario assumere tutte le contromisure del caso, incrementando ulteriormente le iniziative di sensibilizzazione ed altre appropriate forme intervento che andrebbero inserite tra le priorità dell’agenda politica del Paese. Non a caso le novità introdotte negli ultimi anni come la riforma del Codice della strada, la patente a punti e i sistemi di sorveglianza “tutor” , hanno dimostrato che l’attuazione di opportune azioni, accompagnate dal contributo di specifiche campagne educative, informative e mediatiche, hanno prodotto dei buoni risultati riducendo, ad esempio, la percentuale di mortalità su strada e il budget della sinistrosità da 35 miliardi ai 30 in meno di un decennio. Ciò dimostra che le azioni mirate ottengono una significativa efficacia e che gli sforzi in materia andrebbero incrementati non solo con l’ adozione di deterrenti psicologici per gli automobilisti ma anche con il rafforzamento delle misure dedicate all’educazione e alla prevenzione.

Dati forniti da ANIA e ASAPS
La Redazione. Dicembre 2012
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